lunedì 13 giugno 2011

Turchia: Gli investitori preferiscono Istanbul

La Turchia continua ad attirare investitori da tutto il mondo, e Istanbul sta registrando un trend di vendite più elevato rispetto alla costa.

Questo perchè ad Istanbul vi è una significativa necessità di appartamenti disponibili per l'affitto, considerati i recenti flussi migratori in continuo aumento.

Le ultime statistiche sottolineano che la popolazione ad Istanbul continua a crescere, complice anche un tasso di migrazione interno più che raddoppiato durante il biennio 2009/2010.

In questo periodo oltre 102.000 migranti hanno scelto Istanbul quale località dove stabilire la propria abitazione, rappresentando il 7.7% della popolazione totale, rispetto ai 39.000 del biennio 2008/2009 (Fonte ADNKS, sistema di registrazione demografica utilizzato dalla Turchia).

Istanbul ha da sempre esercitato un'attrazione magnetica a tutti i livelli. Molti migranti provenienti dalle regioni meno sviluppate del Paese, solitamente da est e sud, si trasferiscono ad Istanbul per motivi economici. Proprio per la sua posizione strategica tra Europa e Asia, la città è diventata la locomotiva trainante della Turchia e le persone sono comprensibilmente entusiaste di poter cogliere le numerose opportunità che questa città offre.

Con una popolazione di circa 17 milioni di persone, in continuo aumento, la domanda di immobili in affitto ed in vendita ad Istanbul aumenta di conseguenza, creando un deficit immobiliare che rende per l'appunto la città meta preferita degli investitori, pronti a cogliere adesso questa imperdibile opportunità.

Da non dimenticare che proprio ieri si sono concluse le elezioni in Turchia, dove Erdogan ha vinto meritandosi  il terzo mandato consecutivo alla guida del Paese. In tutti questi anni il primo ministro turco è riuscito a traghettare la Turchia verso una crescita economica senza precedenti, e a creare una stabilità politica.

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lunedì 23 maggio 2011

Stati Uniti: Orlando e l'Area della Florida Centrale contribuiranno a far uscire lo Stato dalla recessione


Orlando, la città maggiormente conosciuta per i suoi parchi divertimento, ha acquisito sufficiente importanza tanto da "oscurare" Miami e diventare la metropoli con il più elevato tasso di crescita in grado di aiutare la Florida ad uscire dalla crisi. 

Orlando sta crescendo ad un ritmo mai registrato prima, e molti economisti prevedono che la sua crescita sboccerà tanto da superare Miami quanto a reddito pro capite e produzione. 

Appare chiaro che l'economia di Orlando si sta diversificando da quella di Miami in quanto la città è riuscita a stabilire dei legami ben più forti con l'economia mondiale rispetto a Miami, che essenzialmente rimane il fulcro degli affari per il collegamento con l'America Latina. 

Inoltre il retaggio della crisi economica globale, che ha contribuito al collasso dei prezzi in questa regione, ha avuto svariate conseguenze, tra cui il fatto che molte aziende si stanno ora trasferendo nell'area di Orlando e nella Florida Centrale, approfittando di prezzi immobiliari da vero affare, di uno spiccato senso del business economico e di, dulcis in fundo, voli diretti verso quasi tutti i paesi del mondo.

Sean Snaith, direttore dell'Istituto per la Competitività Economica dell'Università della Florida Centrale vede "Orlando e tutta la Florida Centrale come il nuovo fulcro della crescita dello stato" e ancora "sarà proprio l'area che per i prossimi dieci o vent'anni avrà la maggior crescita di tutto lo stato."

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Il Brasile programma il registro dello storico creditizio



Interessante articolo questo inerente l'introduzione delle banche dati in Brasile, letto sul Financial Times. 

Il senato ha approvato la creazione di una banca dati, come strategia per lo sviluppo del mercato dei mutui in Brasile, che sta iniziando oggi il suo boom e necessita quindi di maggior regolamentazione.

La banca dati permetterà agli istituti finanziari di verificare lo storico creditizio - positivo e negativo - di ogni richiedente, permettendo così di concedere migliori tassi a chi ha sempre rispettato i propri impegni finanziari con regolarità. 

Robert Stoll, analista della Fitch Ratings di New York, ha dichiarato che 30 milioni di persone sono entrate a far parte della classe media brasiliana negli ultimi anni, aumentando il rating dei richiedenti e creando nuove sfide per le banche per la valutazione del merito creditizio. 

"La banca dati sarà sicuramente positiva sia per il mercato che per le banche, che fanno affidamento sui consumatori della classe media", dice Stoll.

Lo strumento, che deve ora essere approvato dal Presidente Dilma Rousseff, è stato proposto proprio nel momento più adatto, quando la Banca Centrale avvisava di dover e voler intraprendere iniziative volte al contenimento dell'inflazione del Paese, sull'onda del forte sviluppo basato anche sul credito, per l'appunto.

Il settore creditizio brasiliano deve ancora svilupparsi totalmente, attestandosi al 50% del Pil, ma è cresciuto molto negli ultimi anni.
Una ricerca della LCA, un'azienda di consulenza, ha rivelato che la proporzione del reddito mensile delle famiglie destinata al pagamento di mutui/finanziamenti è aumentata ad una media del 25.8% solo nel mese di Febbraio: un aumento importante, raffrontato a quello di altri paesi dove il settore creditizio è già ben formato.

"Il Paese sta per entrare in una nuova era relativamente al settore creditizio, che sarà cruciale e positiva per i consumatori" dice la società di valutazione creditizia Serasa Experian "l'utilizzo della banca dati positiva promuove l'accesso al credito a migliori e più convenienti condizioni per la popolazione".

Cosa significa questo per il settore immobiliare? 


Man mano che il settore creditizio si sviluppa, sempre più brasiliani accederanno al credito per l'acquisto della loro casa assicurando agli investitori una solida "exit strategy", ovvero l'uscita dall'investimento, che permetterà di rivendere la proprietà massimizzando i risultati del proprio investimento.

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